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11 min di lettura

Quanti capelli si perdono al giorno: perché il numero 100 dice poco

Cento capelli al giorno: lo hai letto ovunque. È una media di popolazione, non un limite personale, e usarla come termometro porta quasi sempre a conclusioni sbagliate. Ecco come si guarda la cosa in modo utile.

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di Martina N. · Consulente in Nutrizione & Benessere · Team Balance Nutrition™
Capelli sottili disposti in fila su una superficie scura, illuminati da luce radente
Il numero da solo dice poco: quello che conta è se sta cambiando, e da quanto.

Il numero lo conosciamo tutti: cento capelli al giorno. Sta su ogni sito, in ogni salone, in ogni consiglio dell'amica. Il problema è che nessuno spiega da dove viene e come si usa, e così diventa una specie di soglia magica sotto la quale è tutto a posto e sopra la quale è panico.

Non funziona così. Cento è una media calcolata su popolazioni, e la media di un gruppo non è la regola di una persona. Chi ha centomila capelli in testa e chi ne ha centocinquantamila non perde lo stesso numero, e non dovrebbe.

Vediamo da dove arriva quel numero, come si fa un conto che serve a qualcosa, e soprattutto quali sono i segnali che contano davvero. Perché non è la quantità il dato importante.

Da dove arriva il numero cento

In ogni momento i capelli sono divisi in tre gruppi. La grande maggioranza sta crescendo, una piccola quota è in transizione, e una quota tra il dieci e il quindici per cento è in fase di riposo: ha finito, e prima o poi si staccherà per lasciare posto a quello nuovo.

Il conto è aritmetico. Se hai centomila capelli e il dodici per cento è in riposo, sono dodicimila capelli in uscita. Distribuiti sui due o tre mesi che dura quella fase, fanno tra i cento e i centocinquanta al giorno.

Ecco perché il numero è personale. Chi ha i capelli molto folti ne perde fisiologicamente di più, in valore assoluto. Non è un problema: è la stessa percentuale su un totale più grande. Confrontare il proprio numero con quello di un'altra persona non ha senso.

In letteratura la condizione in cui questa quota di capelli in riposo aumenta in modo evidente ha un nome preciso, telogen effluvium. È la forma di caduta diffusa più comune, ed è quasi sempre reversibile: succede quando molti follicoli entrano in riposo insieme, per un motivo che di solito risale a due o tre mesi prima.

Come si conta in modo che serva a qualcosa

Contare i capelli a mano per una giornata intera è poco pratico e serve a poco. Quello che funziona è cambiare il modo in cui si guarda il dato.

Tre modi di contare, dal peggiore al migliore

Contare quelli nel lavandino stamattina Il modo peggiore. Non dice niente: dipende da quando hai lavato l'ultima volta e da quanto ti sei pettinata.
Fare la media su una settimana Meglio. Raccogli quello che trovi in spazzola e doccia per sette giorni e dividi per sette. Il rumore si abbassa.
Confrontare due settimane a distanza di un mese Il modo migliore. Non conta il valore assoluto, conta se sta salendo, se è stabile o se sta rientrando.

Il dettaglio che manda fuori strada più persone: se ti lavi i capelli ogni tre giorni, nel lavaggio trovi tre giorni di caduta tutti insieme. Sembra un'emorragia ed è solo aritmetica. Lavarsi meno spesso non riduce la caduta, la accumula.

C'è anche un test semplice che i dermatologi usano in ambulatorio: si prende una ciocca di cinquanta o sessanta capelli tra le dita e si tira con delicatezza fino alle punte. Se ne vengono via più di cinque o sei, la caduta è attiva. Se ne vengono uno o due, no. Va fatto su una testa non lavata da un giorno o due, altrimenti il risultato non vale.

Quando il numero conta davvero

Ci sono situazioni in cui vale la pena smettere di contare e andare a farsi guardare. Sono queste.

  • La caduta dura da più di tre mesi senza accennare a rientrare. Un episodio fisiologico ha un inizio e una fine.
  • Vedi il cuoio capelluto dove prima non lo vedevi. Il diradamento visibile è un dato diverso dalla quantità che cade, e più importante.
  • La riga si è allargata. È il primo segnale che si nota nel diradamento femminile, molto prima che il numero dei capelli in spazzola dica qualcosa.
  • Ci sono chiazze nette, tonde e ben delimitate. Non è una caduta diffusa e non è materia da integratori.
  • Il cuoio capelluto brucia, prude o si arrossa. Quando c'è un sintomo sul cuoio capelluto, la causa è lì, non nell'alimentazione.

Il segnale più utile non è quanti ne perdi, è quanti ne hai. Una caduta abbondante con densità invariata è ricambio. Una caduta modesta ma con la riga che si allarga di mese in mese merita molta più attenzione, anche se il numero in spazzola è tranquillizzante.

Le cause più comuni di un aumento temporaneo

Quando la caduta aumenta davvero, la causa quasi sempre sta due o tre mesi indietro. È il ritardo tipico del ciclo del capello, ed è il motivo per cui è difficile collegare le due cose.

Un evento acuto

Una febbre alta, un'infezione importante, un intervento. Il corpo mette in pausa quello che non è essenziale e i capelli sono in cima alla lista.

Un cambiamento alimentare

Una dieta molto restrittiva, un dimagrimento veloce, un periodo di pasti saltati. Il follicolo è tra i tessuti più esigenti del corpo.

Uno stress prolungato

Non l'ansia di una giornata: un periodo lungo. Spinge una quota di follicoli in riposo tutti insieme.

Un cambio ormonale

Dopo una gravidanza, alla sospensione o all'inizio di un contraccettivo, nel passaggio verso la menopausa.

La stagione

Tra settembre e novembre la caduta aumenta in modo regolare e documentato, e rientra da sola.

Se riconosci uno di questi eventi due o tre mesi prima dell'inizio della caduta, hai probabilmente trovato la spiegazione. E la buona notizia è che in questi casi il processo si esaurisce da solo.

Cosa può fare l'alimentazione, e cosa no

Qui serve onestà. L'integrazione non riduce il numero di capelli che stanno cadendo in questo momento: quelli hanno finito il loro ciclo mesi fa e il processo è concluso. Lavora sui capelli che si stanno formando adesso.

Ha senso quando c'è qualcosa da colmare, e i micronutrienti su cui c'è il consenso più solido per la struttura del capello sono pochi e sempre gli stessi.

Quello che si puo' dire per legge: «Lo zinco contribuisce al mantenimento di capelli normali». Indicazione autorizzata dal Reg. (UE) 432/2012.

Zinco e selenio entrano nella costruzione delle proteine strutturali e nella difesa dallo stress ossidativo. Il rame serve agli enzimi che tengono insieme il tessuto connettivo. La biotina è un cofattore del metabolismo delle cellule del follicolo, che sono tra le più attive dell'organismo. Nessuno di questi fa crescere i capelli da solo: insieme sostengono un processo che ha bisogno di tutti.

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Il ferro è il capitolo che va trattato a parte. È spesso chiamato in causa nella caduta femminile, ma non si integra a occhio: si misura la ferritina e si decide con il medico. Il ferro in eccesso non è innocuo.

Avvertenze prima di iniziare qualsiasi cosa

  • Se prendi già un multivitaminico, controlla di non sommare gli stessi minerali. Zinco e selenio hanno un limite massimo giornaliero che è meglio rispettare.
  • Se devi fare esami del sangue, segnala l'assunzione di biotina: ad alte dosi può alterare alcuni dosaggi ormonali e cardiaci e restituire valori falsati.
  • Se assumi farmaci per la tiroide, alcuni minerali ne riducono l'assorbimento se presi insieme. Di solito basta distanziarli, ma va chiesto.
  • Se la caduta è a chiazze o il cuoio capelluto è infiammato, il percorso non passa dagli integratori.
  • In gravidanza e allattamento l'integrazione si concorda con chi ti segue.

Quanti capelli si perdono al giorno: le domande più frequenti

Cento capelli al giorno sono tanti o pochi?

Sono una media di popolazione. Su una testa molto folta il numero fisiologico è più alto, su una meno folta è più basso, perché la percentuale di capelli in fase di riposo è più o meno la stessa ma il totale cambia. Usare cento come soglia personale porta a preoccuparsi senza motivo o a stare tranquilli quando non si dovrebbe.

Come faccio a contarli senza impazzire?

Non contare la singola giornata. Raccogli quello che trovi in spazzola e doccia per una settimana, dividi per sette, e ripeti l'esercizio dopo un mese. Quello che serve sapere non è il numero, è se sta salendo, se è stabile o se sta scendendo.

Ne perdo tantissimi quando li lavo. È normale?

Sì, ed è aritmetica. I capelli arrivati a fine ciclo si staccano comunque: il lavaggio li raccoglie tutti insieme. Se lavi ogni tre giorni ne trovi tre giorni in una volta. Lavare meno spesso non riduce la caduta, la concentra e la rende più spaventosa da vedere.

Quando devo smettere di contare e farmi vedere?

Quando la caduta dura da più di tre mesi senza rientrare, quando la riga si allarga, quando vedi il cuoio capelluto dove prima non lo vedevi, quando ci sono chiazze nette, o quando il cuoio capelluto prude, brucia o è arrossato. In tutti questi casi il numero conta meno di quello che si vede.

Un integratore riduce il numero di capelli che perdo adesso?

No. I capelli che cadono oggi hanno concluso la fase di crescita due o tre mesi fa e quel processo non si può riavvolgere. L'integrazione ha senso sui capelli che si stanno formando ora, quindi il valore sta nella costanza sui mesi successivi, non nell'effetto immediato.

La caduta stagionale rientra da sola?

Nella grande maggioranza dei casi sì, in sei-otto settimane. Comincia tra fine agosto e settembre e si esaurisce tra novembre e dicembre. Se a gennaio la situazione è identica a quella di ottobre, non era stagionale ed è il momento di approfondire.

In sintesi

Cento capelli al giorno è una media, non una regola, e presa alla lettera fa più confusione che chiarezza. Il numero fisiologico dipende da quanti capelli hai in testa, e confrontarlo con quello di qualcun altro non dice niente.

Quello che serve davvero è guardare l'andamento invece del singolo giorno, e sapere che i segnali importanti sono altri: la riga che si allarga, il cuoio capelluto che si intravede, una caduta che non rientra dopo tre mesi.

Se la causa è un evento passato, un cambio di stagione o un periodo difficile, il tempo lavora a favore. Se non rientra, il passo giusto è un esame del sangue e un parere, non un altro integratore.

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Martina N.
Consulente in Nutrizione & Benessere · Team Balance Nutrition™

Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e un sano stile di vita. Le informazioni di questo articolo hanno finalita' divulgativa e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

Fonti

  1. Rebora A Telogen effluvium revisited. G Ital Dermatol Venereol, 2014. PubMed 24566565
  2. Mounsey AL et al. Diagnosing and treating hair loss. Am Fam Physician, 2009. PubMed 19678603
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  4. Wang R et al. Micronutrients and Androgenetic Alopecia: A Systematic Review. Mol Nutr Food Res, 2024. PubMed 39440586
  5. Hsiang EY et al. Seasonality of hair loss: a time series analysis of Google Trends data 2004-2016. Br J Dermatol, 2018. PubMed 29048738