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10 min di lettura

Colesterolo alto in menopausa: perché sale e cosa guardare

Succede a moltissime donne: stessa alimentazione di sempre, e il valore che sale. Non è una svista né una colpa, è un effetto ormonale documentato. Ecco cosa significa davvero e cosa conviene guardare.

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di Martina N. · Consulente in Nutrizione & Benessere · Team Balance Nutrition™
Referto di analisi del sangue appoggiato su un tavolo accanto a una tazza
Il valore totale da solo dice poco: la parte informativa del referto sta nelle righe sotto.

È una delle sorprese più comuni di questa fase della vita: gli esami di sempre, l'alimentazione di sempre, e un valore di colesterolo che non era mai stato così.

La prima cosa da dire è che non è un tuo errore. Il cambiamento ormonale della menopausa modifica il profilo dei grassi nel sangue, e lo fa nella stessa direzione in moltissime donne: è un fenomeno descritto e studiato.

La seconda è che il numero totale, da solo, dice poco. In questo articolo trovi cosa guardare davvero nel referto, cosa incide di più, e cosa è cambiato di recente per uno degli integratori più venduti in questo campo.

Perché succede proprio adesso

Gli estrogeni hanno un effetto sul metabolismo dei grassi. Finché ci sono, tendono a mantenere un profilo più favorevole: quando calano, quell'assetto si sposta.

Le revisioni sulla transizione menopausale descrivono un quadro abbastanza costante: il colesterolo totale e la frazione LDL tendono a salire, i trigliceridi possono aumentare, e la frazione HDL può modificarsi. Il cambiamento si concentra proprio negli anni intorno all'ultima mestruazione.

Perché è importante saperlo. Molte donne interpretano il valore salito come la prova di aver sgarrato, e reagiscono con diete drastiche che non servono e non durano. Sapere che una parte del cambiamento è ormonale permette di reagire nel modo giusto invece che con i sensi di colpa.

C'è anche un aspetto che va detto con serietà: nelle donne il rischio cardiovascolare aumenta dopo la menopausa, e per anni è stato sottovalutato perché considerato un problema soprattutto maschile. Prendere sul serio quel referto non è ansia, è buon senso.

Cosa guardare nel referto, oltre al totale

Il valore totale è la somma di cose diverse, e da solo può ingannare in entrambe le direzioni.

Le righe che contano

Colesterolo LDL È la frazione su cui si concentrano le linee guida quando si parla di rischio, ed è il numero da guardare per primo
Colesterolo HDL Un valore alto qui è favorevole, e può far salire il totale senza che questo sia un problema
Trigliceridi Rispondono molto a zuccheri, alcol e peso, e in questa fase spesso si muovono
Non-HDL Si ricava sottraendo l'HDL dal totale ed è una misura sempre più usata: chiedila al medico se non c'è

Il punto più importante però non è nessuno di questi valori preso da solo. È il rischio cardiovascolare complessivo, che si stima mettendo insieme colesterolo, pressione, età, fumo, diabete e familiarità. Esistono carte e strumenti che i medici usano proprio per questo.

È una differenza sostanziale: due donne con lo stesso valore di LDL possono avere indicazioni completamente diverse, perché il resto del quadro non è lo stesso. Chi ti dice cosa fare guardando un solo numero sta semplificando troppo.

Riso rosso fermentato: cosa è cambiato, e va saputo

Questa è la sezione che vale la lettura, perché riguarda un prodotto molto diffuso e una novità normativa che in pochi hanno raccontato.

Il riso rosso fermentato contiene una sostanza, la monacolina K, che dal punto di vista chimico è sovrapponibile al principio attivo di un farmaco usato per il colesterolo. È il motivo per cui funziona, ed è anche il motivo per cui ha gli stessi possibili effetti indesiderati.

Nel 2022 l'Unione Europea è intervenuta: dopo una valutazione di sicurezza, l'uso della monacolina negli integratori è stato ristretto, con un limite alla quantità per dose giornaliera e l'obbligo di avvertenze in etichetta. Le revisioni pubblicate negli ultimi anni descrivono i casi che hanno portato a quella decisione, e riguardano soprattutto disturbi muscolari e alterazioni della funzione del fegato.

  • Non va preso insieme a una statina: sarebbe come sommare due volte lo stesso meccanismo.
  • Non va preso in gravidanza e allattamento, come per i farmaci della stessa famiglia.
  • Va sospeso e segnalato se compaiono dolori muscolari inspiegati, soprattutto se diffusi.
  • Attenzione al pompelmo e ad alcuni farmaci che interferiscono con lo stesso sistema di metabolizzazione.
  • Chi ha problemi di fegato non dovrebbe assumerlo senza un parere medico.

Il punto onesto. Un integratore con monacolina non è un rimedio dolce: è una sostanza attiva con un profilo simile a un farmaco, e va trattata con lo stesso rispetto. Il fatto che si compri senza ricetta non lo rende una cosa da prendere per iniziativa personale, soprattutto se prendi già altri farmaci.

Cosa incide davvero, in ordine

  1. La qualità dei grassi più della quantità. Sostituire i grassi saturi con grassi insaturi, cioè olio d'oliva, frutta secca, pesce, è l'intervento alimentare con il consenso più ampio.
  2. Le fibre solubili, quelle di avena, orzo, legumi e frutta: hanno un effetto documentato sull'assorbimento intestinale dei grassi.
  3. Il movimento regolare, che agisce soprattutto sui trigliceridi e sulla frazione favorevole.
  4. Il girovita, che in questa fase cambia anche a peso costante, e conta per il rischio complessivo.
  5. Il fumo, che pesa sul rischio cardiovascolare molto più di quanto pesi il colesterolo da solo.
  6. Gli steroli vegetali, che hanno un'indicazione riconosciuta e agiscono riducendo l'assorbimento del colesterolo nell'intestino.

Quello che si puo' dire per legge: «Gli steroli vegetali contribuiscono al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue». Indicazione autorizzata dal Reg. (UE) 432/2012.

Cardiolip Il controllore del Colesterolo
È la nostra formula dedicata a questo fronte. Vista la sezione qui sopra, però, il consiglio che do è lo stesso che darei in negozio: prima di iniziarlo parlane con il medico, soprattutto se prendi altri farmaci o se hai già una terapia per il colesterolo.

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Se invece quello che cerchi è un supporto generale in una fase in cui cambia parecchio, la nostra formula multivitaminica quotidiana è un'altra cosa e non agisce sul colesterolo: la nomino per chiarezza, non per confonderla con quanto sopra.

Quando serve il farmaco, e perché non è una sconfitta

Chiudo con la parte che nel mio settore si tende a evitare, e che invece va detta.

Se il rischio cardiovascolare complessivo è elevato, o se ci sono condizioni particolari come il diabete, una malattia già presente o una forma familiare, la terapia farmacologica è la risposta appropriata e nessun integratore è un'alternativa. Le linee guida sono chiare, e la decisione si prende con il medico guardando il quadro intero.

Quello che vedo succedere, e che non va bene. Persone a cui è stata proposta una terapia che la rimandano provando prima un integratore, magari per mesi. Se il rischio è alto, quei mesi sono un rischio preso, non un tentativo prudente. L'integratore ha senso in una fascia di rischio bassa, o accanto a quello che decide il medico.

Se poi in questa fase ti interessa anche il fronte delle ossa, che cambia negli stessi anni per lo stesso motivo ormonale, ne ho scritto in osteoporosi in menopausa, con lo stesso approccio: cosa dicono i dati, e dove gli integratori arrivano e dove no.

Colesterolo e menopausa: le domande più frequenti

Perché il colesterolo sale in menopausa anche senza cambiare dieta?

Perché il calo degli estrogeni modifica il metabolismo dei grassi. Le revisioni sulla transizione menopausale descrivono un aumento del colesterolo totale e della frazione LDL negli anni intorno all'ultima mestruazione, indipendentemente dai cambiamenti alimentari.

Qual è il valore da guardare nel referto?

La frazione LDL più del totale, insieme a HDL e trigliceridi. Ma il numero singolo conta meno del rischio cardiovascolare complessivo, che il medico stima combinando colesterolo, pressione, età, fumo, diabete e familiarità.

Il riso rosso fermentato è sicuro?

Contiene monacolina K, chimicamente sovrapponibile al principio attivo di un farmaco per il colesterolo, e ne condivide i possibili effetti indesiderati. Nel 2022 l'Unione Europea ne ha ristretto l'uso negli integratori dopo una valutazione di sicurezza, introducendo un limite di quantità e avvertenze obbligatorie.

Posso prendere riso rosso insieme alla statina?

No. Sarebbe sommare due volte lo stesso meccanismo, con un aumento del rischio di effetti indesiderati soprattutto muscolari. Se prendi già una terapia, la scelta di qualunque integratore per il colesterolo va fatta con il medico.

Cosa devo fare se compaiono dolori muscolari?

Sospendere e parlarne con il medico, soprattutto se il dolore è diffuso e non spiegabile con l'attività fisica. È l'effetto indesiderato più tipico di questa famiglia di sostanze, e riguarda anche la versione da integratore.

Cosa incide di più a tavola?

La qualità dei grassi più della quantità: sostituire i saturi con insaturi come olio d'oliva, frutta secca e pesce. Poi le fibre solubili di avena, orzo e legumi, che riducono l'assorbimento intestinale. Sono interventi con consenso ampio e senza controindicazioni.

Gli integratori possono sostituire i farmaci?

No, quando il rischio cardiovascolare è elevato o ci sono condizioni particolari. In quei casi la terapia è la risposta appropriata, e rimandarla per provare prima un integratore significa prendere un rischio, non essere prudenti.

Il colesterolo alto dà sintomi?

No, e questa è la sua caratteristica più insidiosa: non si sente in alcun modo. È il motivo per cui il controllo periodico degli esami in questa fase della vita ha senso anche quando ci si sente benissimo.

In sintesi

Se il colesterolo è salito con la menopausa, non è perché hai sbagliato qualcosa: è un effetto ormonale documentato, che riguarda la maggior parte delle donne in questa fase.

La cosa utile da fare non è fissarsi sul numero totale, ma guardare LDL, HDL e trigliceridi insieme al rischio complessivo, che è quello che decide se e cosa serve fare.

E sul riso rosso vale la pena essere chiari: non è un rimedio dolce, è una sostanza attiva ristretta dalla normativa europea per motivi di sicurezza. Si può usare, ma con le stesse attenzioni che si userebbero per un farmaco, e non al posto di uno.

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Martina N.
Consulente in Nutrizione & Benessere · Team Balance Nutrition™

Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e un sano stile di vita. Le informazioni di questo articolo hanno finalita' divulgativa e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

Fonti

  1. Torosyan N et al. Dyslipidemia in midlife women: Approach and considerations during the menopausal transition. Maturitas, 2022. PubMed 36027726
  2. Anagnostis P et al. Menopause symptom management in women with dyslipidemias: An EMAS clinical guide. Maturitas, 2020. PubMed 32209279
  3. Holven KB et al. Sex differences in lipids: A life course approach. Atherosclerosis, 2023. PubMed 37730457
  4. Banach M et al. Rhabdomyolysis or Severe Acute Hepatitis Associated with the Use of Red Yeast Rice Extracts: an Update from the Adverse Event Reporting Systems. Curr Atheroscler Rep, 2023. PubMed 37831308
  5. Fogacci F et al. Safety of red yeast rice supplementation: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Pharmacol Res, 2019. PubMed 30844537
  6. Norata GD et al. The Impact of Red Yeast Rice Extract Use on the Occurrence of Muscle Symptoms and Liver Dysfunction: An Update from the Adverse Event Reporting Systems and Available Meta-Analyses. Nutrients, 2024. PubMed 38337728