Caduta capelli in autunno: perché succede e cosa fare davvero
Ogni anno la stessa storia: da settembre la spazzola si riempie e il dubbio arriva puntuale. La buona notizia è che nella maggior parte dei casi è un fenomeno stagionale documentato. La cattiva è che non tutte le cadute lo sono, e riconoscere la differenza cambia cosa devi fare.

Torni dalle vacanze, ti pettini, e nella spazzola c'è il doppio dei capelli di luglio. Poi succede di nuovo il giorno dopo. E quello dopo ancora. A quel punto parte la ricerca su internet, di solito alle undici di sera, con la testa già piena di ipotesi peggiori.
Fermiamoci un attimo. La caduta dei capelli in autunno è uno dei pochi fenomeni stagionali su cui esistono dati veri, non impressioni. È stata misurata, e succede a moltissime persone nello stesso periodo dell'anno.
In questo articolo ti spiego perché succede, quanto dura, come distinguere una caduta stagionale da una che stagionale non è, e cosa ha senso fare. Anche, e soprattutto, quando la risposta è non fare niente.
Sì, la caduta autunnale esiste davvero
Non è una leggenda da parrucchiere. Nel 2018 il British Journal of Dermatology ha pubblicato un'analisi delle ricerche su Google per «caduta capelli» in otto Paesi, su dodici anni di dati. Il risultato: in tutti i Paesi dell'emisfero settentrionale le ricerche salgono in modo regolare tra la fine dell'estate e l'autunno, con il picco tra agosto e novembre.
Non è la prova che i capelli cadano di più, ma è la prova che milioni di persone se ne accorgono nello stesso periodo. E il perché si sapeva già da prima.
Uno studio del 1996, sempre sul British Journal of Dermatology, ha seguito un gruppo di uomini per anni contando i capelli in fase di crescita e in fase di caduta, mese per mese. Ha trovato un andamento ciclico regolare, con la quota massima di capelli in fase di riposo concentrata alla fine dell'estate.
La cosa da capire è il ritardo. Il capello che trovi nella spazzola a settembre ha smesso di crescere in luglio o in agosto. Tra il momento in cui il follicolo entra in riposo e il momento in cui il capello si stacca passano dai due ai quattro mesi. Quello che vedi oggi è la coda di qualcosa che è successo la scorsa estate.
Quanti capelli si perdono al giorno
Il numero che gira ovunque è cento al giorno. È una media, e come tutte le medie va usata con giudizio: dipende da quanti capelli hai in testa, da quanto spesso li lavi e da quanto li pettini.
Come leggere quello che vedi
| Fino a 100 al giorno | Ricambio fisiologico. Il capello cade perché ne sta arrivando un altro. |
| 100-200 nei mesi autunnali | Compatibile con la caduta stagionale, se dura poche settimane e poi rientra. |
| Oltre 200, o per più di 3 mesi | Non è più stagionale. Vale la pena capire cosa c'è sotto. |
| Diradamento visibile a chiazze | Va guardato da un professionista, non è materia da integratori. |
Un dettaglio pratico: se ti lavi i capelli ogni tre giorni, nel lavaggio ne trovi tre giorni di caduta tutti insieme. Non è un picco, è aritmetica. Il conto va fatto sulla settimana, non sul singolo lavaggio.
Perché proprio in autunno
Non esiste una risposta unica accettata da tutti. Esistono tre spiegazioni che si sommano, e tutte hanno senso.
L'eredità della muta
Molti mammiferi cambiano il pelo con la stagione. Nell'uomo il meccanismo è quasi sparito, ma un residuo di sincronizzazione del ciclo del capello sembra essere rimasto.
La luce
La quantità di ore di luce influenza la produzione di melatonina, che ha un ruolo nel regolare il ciclo del follicolo. Le giornate si accorciano e qualcosa si muove.
Il conto dell'estate
Sole, salsedine, cloro, caldo, sudore, meno sonno e spesso alimentazione più disordinata. Il follicolo registra lo stress con mesi di ritardo.
La terza è quella su cui puoi intervenire. Le prime due passano da sole.
Quanto dura la caduta autunnale
Nella maggior parte dei casi si parla di sei-otto settimane. Comincia tra fine agosto e settembre, tocca il massimo in ottobre e si esaurisce tra novembre e dicembre.
Se a gennaio la caduta è ancora quella di ottobre, non era stagionale. È il momento in cui ha senso guardare altrove: tiroide, ferro, ferritina, un periodo di stress importante, una dieta molto restrittiva, un cambio di farmaci. Sono cose che si verificano con degli esami, non con un integratore.
Una regola semplice. La caduta stagionale ha un inizio e una fine. Se dopo tre mesi non accenna a rientrare, il problema non è la stagione ed è il caso di parlarne con il medico.
I nutrienti che contano per il capello
Qui bisogna essere onesti, perché su questo argomento si dicono un sacco di cose non vere.
Una revisione sistematica del 2024 su Molecular Nutrition & Food Research ha messo insieme gli studi sui micronutrienti e la perdita di capelli. La conclusione è più sobria di quello che si legge in giro: dove c'è una carenza documentata, correggerla ha senso e può fare la differenza. Dove la carenza non c'è, aggiungere il nutriente non produce l'effetto sperato.
Vale in particolare per la biotina. Una revisione del 2017 sul Journal of Drugs in Dermatology è stata piuttosto netta: la biotina è diventata popolarissima, ma i casi in cui migliora davvero i capelli sono quelli con una carenza vera, che è rara. Non è un argomento contro la biotina: è un argomento contro l'idea che basti la biotina.
Quello che si può dire per legge: «La biotina contribuisce al mantenimento di capelli normali». Indicazione autorizzata dal Reg. (UE) 432/2012.
Il verbo è «contribuisce al mantenimento». Non «fa crescere», non «infoltisce». È una differenza che conta, ed è il motivo per cui una formula sensata mette insieme più nutrienti invece di puntare tutto su uno.
| Nutriente | Cosa dice la legge che si può affermare | Perché sta in una formula per capelli |
|---|---|---|
| Biotina | Contribuisce al mantenimento di capelli normali e di una pelle normale | È un cofattore nel metabolismo che serve alle cellule del follicolo, tra le più attive del corpo |
| Zinco | Contribuisce al mantenimento di capelli e unghie normali | Entra nella sintesi delle proteine strutturali. La carenza è associata a fragilità |
| Selenio | Contribuisce al mantenimento di capelli e unghie normali | Ha un ruolo antiossidante e nella funzione tiroidea, che a sua volta regola il ciclo del capello |
| Rame | Contribuisce alla normale pigmentazione dei capelli | Serve agli enzimi che costruiscono i legami del tessuto connettivo |
| Vitamina B6 e B12 | Contribuiscono alla riduzione della stanchezza e al normale metabolismo energetico | Non agiscono sul capello in modo diretto: sostengono il metabolismo generale |
Il ferro merita una riga a parte. È uno dei fattori più chiamati in causa nella caduta femminile, ma non si integra a occhio: valori alti di ferro non sono innocui. Prima si misura la ferritina, poi eventualmente si interviene, e lo si fa con il medico.
Cosa fare, in ordine di importanza
In ordine, dal più utile al meno.
- Aspettare, e contare. Se sei a settembre e la caduta è iniziata da due settimane, la cosa più sensata è darle tempo. Segna quando è cominciata: ti servirà a capire se sta rientrando.
- Guardare l'alimentazione dell'ultimo periodo. Il capello che cade oggi si è formato mesi fa. Un'estate di pasti saltati e insalate lascia il segno adesso.
- Escludere il resto, se la caduta insiste. Ferritina, tiroide, un periodo di stress vero. Sono le cose che spiegano le cadute che non rientrano.
- Sostenere l'apporto di micronutrienti, con costanza. Non per fermare la caduta in corso, che riguarda capelli usciti dal ciclo mesi fa, ma per i capelli che stanno crescendo adesso.
- Trattare i capelli con un po' di riguardo. Meno calore, meno trazione, meno code strette. Non cambia il ciclo del follicolo, ma evita di rompere quello che c'è.
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- Notificato al Ministero della Salute con il numero 155475
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Quando non serve integrare, e quando conviene sentire il medico
Parliamone, perché è la parte che di solito manca.
- Se la caduta è a chiazze nette, tonde e ben delimitate, non è stagionale e non è materia da integratori. Va guardata.
- Se stai già prendendo un multivitaminico, aggiungere un secondo prodotto con gli stessi nutrienti significa sommare le dosi. Alcuni minerali hanno un limite superiore che è meglio non superare.
- Se assumi farmaci per la tiroide, alcuni minerali possono interferire con l'assorbimento se presi nello stesso momento. Di solito basta distanziarli di qualche ora, ma è una cosa da chiedere.
- Se hai in programma esami del sangue, segnala che stai assumendo biotina: a dosi elevate può alterare il risultato di alcuni dosaggi ormonali e cardiaci, dando valori falsati. Non è un rischio per la salute, ma può far sbagliare una diagnosi.
- Se sei in gravidanza o allattamento, l'integrazione si concorda, non si improvvisa.
E se la caduta rientra da sola a novembre, come succede nella maggior parte dei casi, va benissimo così. Non tutto va risolto: qualcosa va solo aspettato.
Caduta dei capelli in autunno: le domande più frequenti
La caduta autunnale colpisce di più le donne?
Quanto dura di preciso la caduta di stagione?
Prendere un integratore adesso ferma la caduta in corso?
Dopo quanto tempo si vede qualcosa?
Basta la biotina o serve una formula completa?
Lavare i capelli meno spesso riduce la caduta?
Lo stress c'entra davvero?
In sintesi
La caduta dei capelli in autunno è documentata, ha un andamento riconoscibile e nella grande maggioranza dei casi rientra da sola tra novembre e dicembre. Il capello che vedi oggi ha smesso di crescere in estate: è la fine di un ciclo, non l'inizio di un problema.
Le tre cose che contano davvero: segnare quando è cominciata, distinguere le sei-otto settimane fisiologiche da una caduta che non rientra, e sostenere con costanza i capelli che stanno crescendo adesso invece di rincorrere quelli che stanno cadendo.
Se a gennaio siamo ancora al punto di ottobre, la stagione non c'entra. In quel caso il passo giusto non è un altro integratore: è un esame del sangue e una chiacchierata con il medico.
Specialista in Benessere Naturale & Integrazione Alimentare · Team Balance Nutrition™
Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e un sano stile di vita. Le informazioni di questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.
Fonti
- Hsiang EY et al. Seasonality of hair loss: a time series analysis of Google Trends data 2004-2016. Br J Dermatol, 2018. PubMed 29048738
- Courtois M et al. Periodicity in the growth and shedding of hair. Br J Dermatol, 1996. PubMed 8745886
- Wang R et al. Micronutrients and Androgenetic Alopecia: A Systematic Review. Mol Nutr Food Res, 2024. PubMed 39440586
- Soleymani T et al. The Infatuation With Biotin Supplementation: Is There Truth Behind Its Rising Popularity? A Comparative Analysis of Clinical Efficacy versus Social Popularity. J Drugs Dermatol, 2017. PubMed 28628687
- Thompson JM et al. The Role of Micronutrients in Alopecia Areata: A Review. Am J Clin Dermatol, 2017. PubMed 28508256